loredana saporito alla Milano Vintage Week pillole di bon ton 2.0

Dov’è finito il manuale delle istruzioni?

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Sono cresciuta negli anni Ottanta, con telefilm come Mork & Mindy, Supercar e Arnold (un altro mondo rispetto alle serie di oggi, come Il trono di spade, House of Cards, Vinyl). Tra i miei preferiti c’era Ralph Supermaxieroe, che raccontava la storia di un supereroe pasticcione. Ralph era un professore del liceo, a cui gli alieni avevano donato un costume rosso che lo rendeva invincibile, ma di cui aveva perso il manuale di istruzioni. Era un supereroe, sì, ma un po’ maldestro. Quando atterrava non era leggiadro come Superman: si schiantava contro le pareti. Non volava in modo elegante, rischiava sempre di cadere.
Ho sempre provato una forte simpatia per quella figura, vincente, ma che aveva tante debolezze. Che ci provava (e ci riusciva), anche se non sapeva come sarebbe andata a finire. Da allora, spesso e volentieri, mi sono sentita come Ralph: ovvero, ho provato il desiderio di possedere un manuale di istruzioni. Ho fatto sempre tutto quello che dovevo fare, ho raggiunto i miei obiettivi, ma con la sensazione di fondo di aver improvvisato, di non aver seguito il copione giusto. Ho sentito la mancanza di una guida, che mi spiegasse cosa dovessi fare e soprattutto come, che mi evitasse qualche brusco atterraggio.

Manuale di istruzioni d’antan
Ma ho scoperto che forse non sono la sola. Dalla curiosità e dalla partecipazione che le Pillole di bon ton 2.0 che ho tenuto durante la Milano Vintage Week hanno suscitato, ho la sensazione che siamo in molte a desiderare di possedere un manuale di istruzioni.
Intanto, grazie. Ne approfitto per ringraziare chi è venuto, chi mi ha scritto, chi voleva venire ma non è riuscito (ci sarà un’altra occasione). Ammetto che sono la prima a essere rimasta sorpresa di tanto interesse. Forse la risposta sta in quel 2.0, che ha fatto capire che non si trattava del solito corso di galateo e di buone maniere (ormai anacronistico), ma era qualcosa di più evoluto. Ed è proprio così.
Il galateo è nato nel 1500 per codificare le buone maniere, per distinguere il comportamento rozzo dei contadini e dei villani da quello educato da tenere a corte. Il termine deriva da Galeazzo Florimonte, che ha ispirato l’opera Galateo overo de’ costumi, il primo trattato dedicato al vivere civile. Il titolo deriva dalla forma latina del nome Galeazzo: Galatheus, appunto. Si trattava di un insieme di regole, che insegnavano a comportarsi, presentarsi, conversare, non fare brutte figure a tavola. Codici oggi in parte superati e in parte superflui.


Stesse domande, risposte diverse

Perché allora fare degli incontri di bon ton 2.0? Perché, come diceva Einstein, le domande sono sempre le stesse, ma sono diverse le risposte. Il galateo offriva soluzioni per un mondo che non c’è più, che è cambiato. Ma l’esigenza di sapersi comportare nel modo giusto è rimasta. Quindi ora è il galateo che deve rinnovarsi ed evolvere. Ed ecco le Pillole di bon ton 2.0: risposte adeguate al mondo di oggi. Non si parla della mise en place, di come posizionare le posate (a proposito, coltello a destra, con la lama rivolta verso il piatto), ma di come comportarsi sul web, di come presentarsi e del modo più efficace per scrivere una mail, delle strategie per sentirsi a proprio agio durante un evento, dei segreti per fare networking. Che a ben guardare, non sono altro che l’evoluzione delle vecchie regole dell’etichetta, adattate alla società di oggi. Non è più come si sta a tavola, ma come si sta sul web (che è un ambiente). Ed è quello di cui abbiamo parlato durante gli incontri, nel mio salottino della Milano Vintage Week. Tanti piccoli spunti, consigli, suggerimenti.
In attesa della prossima edizione di novembre, continuerò a parlarne qui.  Per eroi ed eroine che vogliono imparare a usare i loro superpoteri, vogliono atterrare in modo leggiadro e volare con eleganza. E che vogliono un manuale di istruzioni adatto ai giorni nostri, così complessi e così veloci.

 

loredana saporito alla Milano Vintage Week pillole di bon ton 2.0
Momenti della Milano Vintage Week: trucco&parrucco con le ragazze dell’Accademia MBA; l’angolo bar del mio salottino; me in versione vintage.

 

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